

Via Nazionale delle Calabrie 3, Fuorni, Salerno (SA)
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Dal Chronicon della parrocchia di S. Maria Regina Pacis in Fuorni La borgata di Fuorni, nei secoli passati, non aveva una sua chiesa, solo nel 1904 l’Arcivescovo creò una curiazia, affidandola ad un curato, che celebrava, per i contadini e i piccoli artigiani del posto, una S. Messa domenicale nella cappella gentilizia dei Principi de Vargas Machuca. Nel 1924, il curato della curiazia era il cav. Don Raffaele Nastri, generoso sacerdote, ma alquanto focoso, che non tardò ad entrare in contrasto con un dipendente dei principi de Vargas, che si era permesso di riferire ai proprietari che la popolazione non si comportava bene, tanto da far chiudere le porte della cappella. Don Nastri energico e bellicoso, in difesa dei diritti dei suoi fedeli, nella piccola tabaccheria del borgo, lanciò la sfida “ dobbiamo costruire una chiesa a Fuorni”. Creatasi una commissione, in soli 40 giorni fu costruita una cappellina nella proprietà dei Signori Galdi. Lateralmente, intanto, si iniziò la costruzione della chiesa, che fu chiamata “dei pomodori”, perché costruita un po’ alla volta con i proventi della vendita dei pomodori, offerti, in grande quantità dai contadini. I lavori di ampliamento si protrarranno per 25 anni, quando finalmente il nuovo complesso fu elevato a parrocchia. In tanto fervore fu anche proposta la realizzazione di una statua della Regina della Pace. Iniziò una lunga attesa, finché nel 1933, arrivò da Ortisei la nuova statua. Ma tale nuova possibile devozione sembrò agli abitanti del chiesetta di San Leonardo un’appropriazione indebita, essendo la loro zona più antica e legata all’antichissimo monastero di S. Leonardo.. Fu così che durante il passaggio della statua nel borgo S. Leonardo, trasportata da Salerno su di un carretto di fortuna, ci fu un vivace alterco tra le due fazioni, tanto che i contendenti si dimenticarono del carretto con l’immagine della Madonna, che continuò imperterrito e senza guida il suo tragitto verso la nuova chiesa, oramai detta Regina Pacis. Da questo episodio, si iniziò a festeggiare e a portare in processione la Regina della pace la seconda domenica di ottobre, per benedire i campi prima dell’arrivo dell’inverno, diventando così l’ultima festa della città di Salerno.